Cosa dice la ricerca, perché il nodo è culturale prima che clinico, e come il Terzo Settore può fare la differenza — oggi, nei Comuni, nelle piazze.
L’Italia è il secondo Paese più anziano al mondo. Gli over 65 rappresentano oggi il 24% della popolazione e le proiezioni indicano che entro il 2050 supereranno il 34%. Nel Veneto, la quota è già tra le più alte d’Europa.

Cosa dice la ricerca
L’OMS definisce l’invecchiamento attivo come il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza. Non è una questione di assenza di malattia: è un modello di presenza nella comunità. Una visione che ribalta il concetto tradizionale di anzianità, trasformandola da fase di declino a stagione di opportunità e valore sociale.
45% dei casi di demenza è potenzialmente prevenibile o ritardabile agendo su fattori modificabili nel corso della vita — tra cui isolamento sociale, inattività fisica e scarsa stimolazione cognitiva
Il nodo culturale che spesso si trascura
La narrativa dominante sull’anziano — passivo, fragile, dipendente — produce un effetto paradossale: accelera proprio quei processi che vorrebbe descrivere.
Lavorare sull’invecchiamento attivo significa riconoscere che l’anziano è portatore di capitale sociale, relazionale e di esperienza. L’empowerment è centrale nel nostro metodo: non si tratta solo di assistere, ma di potenziare le capacità residue, rispettando l’autodeterminazione della persona. Un anziano empowered è una risorsa per se stesso e per la comunità.
La generatività nell’invecchiamento è la capacità di trasmettere valori, competenze e memoria. Essere generativi a 80 anni significa sentirsi ancora fertili mentalmente e spiritualmente. È il passaggio dal “ricevere cure” al “donare senso”.
Il ruolo del territorio e del Terzo Settore
Ogni euro investito in prevenzione attiva sull’anziano genera risparmi stimati tra 3 e 7 euro in spesa sanitaria e socioassistenziale a lungo termine
Il nostro approccio: partecipazione, competenza, comunità
Il servizio di invecchiamento attivo della Cooperativa Margherita lavora su una dimensione più ampia della prevenzione clinica: promuovere la partecipazione degli anziani alla vita della comunità, attraverso attività sociali, scambi intergenerazionali e volontariato. Nel 2025 abbiamo investito in azioni di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e agli esercenti e allargato il servizio a nuovi Comuni.
5
operatori dedicati
78
persone coinvolte
5
Comuni
“Non solo aggiungere anni alla vita, ma aggiungere vita agli anni.”
Aumentare la longevità è un traguardo della medicina. Riempire quegli anni di significato, relazioni, dignità e gioia è un traguardo della cultura e dell’umanità. Il welfare del futuro si costruisce oggi, nei Comuni, nelle piazze, nelle relazioni.