Costruire reti per il Dopo di Noi: l’importanza della co-progettazione tra pubblico e privato

Costruire reti per il Dopo di Noi: l’importanza della co-progettazione tra pubblico e privato

reti dopo di noi

La progettazione dei servizi per le persone con disabilità sta attraversando una profonda trasformazione. Superare i modelli assistenziali rigidi non è più solo una dichiarazione d’intenti: è una responsabilità che terzo settore, imprese e istituzioni locali devono assumersi in modo sinergico e costruire reti, prima che il futuro diventi inevitabile.

“Il futuro è adesso!”: otto anni di rete territoriale

Il 14 maggio scorso, a Sandrigo, ha preso ufficialmente il via l’ottava annualità della rete Il futuro è adesso!, progetto nato nel 2018 nell’ambito del bando promosso dall’AULSS 8 Berica in attuazione della Legge 112/2016 per il Dopo di Noi. Con Cooperativa Margherita nel ruolo di ente capofila e coordinatore generale, l’incontro ha definito la nuova mappa strategica di una rete in crescita, orientata a due obiettivi fondamentali: favorire la massima autonomia abitativa possibile e garantire a ogni persona la libertà di scelta rispetto al proprio futuro.

Un modello fondato sulla co-progettazione paritaria

Il tratto distintivo di Il futuro è adesso! risiede nella capacità di co-progettazione tra ente pubblico e privato sociale. La complessità della Legge 112/2016 richiede risposte flessibili e personalizzate, impossibili da standardizzare. In questo modello, AULSS e Amministrazioni Comunali esercitano la funzione di regia istituzionale e lettura del bisogno; il privato sociale e il territorio contribuiscono con competenze educative, beni immobiliari e flessibilità organizzativa.

L’ecosistema di rete: 29 partner, un obiettivo comune

La stabilità del modello si regge oggi su un ecosistema multi-stakeholder composto da 29 partner, ciascuno con precise responsabilità. Oltre a Cooperativa Margherita in qualità di capofila, la rete include:

  • 5 partner operativi ed enti gestori: Cooperativa Margherita, Cooperativa L’Orsa Maggiore, Fondazione Candida Stefani, Fondazione G.B. Bressan ed ECAP;
  • 15 Comuni co-progettanti: Isola Vicentina, Caldogno, Sovizzo, Monteviale, Quinto Vicentino, Sandrigo, Bressanvido, Dueville, Noventa Vicentina, Longare, Grumolo delle Abbadesse, Montegalda, Castegnero-Nanto, Grisignano di Zocco, Bolzano Vicentino;
  • 7 tra associazioni, fondazioni e organizzazioni di tutela: ODV Il Pomodoro, UST CISL Vicenza, Confartigianato Vicenza, Parrocchia Santa Maria Assunta e SS. Filippo e Giacomo, Fondazione QU.VI, Autismo Triveneto Onlus ODV, Fondazione Cuore Blu – Vivere gli Autismi;
  • 2 aziende profit per l’inclusione lavorativa: Busato Srl e Azienda Agricola Giovanni Feriani.

I dati: una crescita progressiva

L’efficacia di questa architettura è confermata dall’evoluzione storica dei dati. Per il 2026 la rete punta a stabilizzare 13 inserimenti nell’Azione A — percorsi di accompagnamento programmato e temporaneo all’uscita dal nucleo familiare — e 22 nell’Azione B, soluzioni di co-housing strutturato a lungo termine (365 notti). I contributi dedicati ex L.112/2016 sono passati dai 134.673 euro del 2019 ai 456.676 del 2025, con una previsione di 559.125 euro per il 2026. Risorse pubbliche che, grazie alla gestione condivisa, si traducono in sostegni personalizzati senza dispersioni.

Il progetto si dispiega all’interno di quattro contesti abitativi reali, distribuiti nei territori di Sandrigo, Castegnero-Nanto, Malo e Isola Vicentina, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di reti di prossimità locali.

Diritti evolutivi, non risposte di emergenza

I dati e l’esperienza dell’ultimo anno confermano una prospettiva fondamentale: il “Durante di Noi” e il “Dopo di Noi” non possono essere trattati come risposte di emergenza da attivare nel momento critico della perdita dei caregiver familiari. Devono invece configurarsi come diritti evolutivi, costruiti nel tempo con continuità e visione.

Le sfide per il prossimo biennio, definite dalla Cabina di Regia e dai tavoli tematici appena avviati, riguarderanno la sostenibilità futura del modello, il rafforzamento dei percorsi temporanei e la gestione delle emergenze abitative.

Quando pubblico e privato sociale cessano di essere semplici committente ed esecutore e diventano alleati strategici, il territorio smette di subire i bisogni e inizia a generare valore umano, sociale ed economico. Perché l’autonomia si costruisce insieme. Il futuro è adesso.

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